Don Matteor

Don Matteor

vivoCleric

Fu lui, all’inizio della campagna a Goya, a notare su tutti i cadaveri de i banditi lo stesso tatuaggio sul collo e a percepirne un’aura di morte e malvagità — la scoperta che ha dato al gruppo la propria missione: dare la caccia ai superstiti della setta necromantica.

Nella nebbia fuori Goya, esaminando il cadavere di Kolyan Indirovich, ha avuto una visione inquietante: il corpo aveva il suo stesso volto, un dettaglio che nessun altro del gruppo ha percepito.

A Vallaki ha offerto aiuto a Mary, usa spesso Detect Magic per individuare oggetti magici (ha confermato dall’esterno le due aure magiche nella Villa del Borgomastro, tra cui uno specchio in grado di evocare un assassino spettrale) e ha tenuto un lungo discorso — volutamente noioso — durante la festa del Sole Splendente per conto del gruppo.

Ha scortato Ismark Kolyanovich e Ireena alla festa del borgomastro come “scorta ufficiale” e ha tentato, senza successo, di intercedere per la guardia punita pubblicamente da Barone Vargas. Ha usato Taumaturgia per deviare su Izek la colpa dei rumori imbarazzanti che deviavano la furia di Vargas, e un accorato discorso pubblico in difesa dell’unità di Vallaki — che però ha fatto infuriare Vargas al punto da farsi dichiarare non gradito e far ordinare l’espulsione di Ismark e Ireena dalla città. Un incantesimo lanciato appena in tempo ha placato l’ostilità di Vargas e Izek, salvando la situazione, ma il bando contro Don Matteor, Ismark e Ireena resta comunque in vigore: tutti e tre sono ora banditi da Vallaki.