Il risveglio nella nebbia
Il gruppo si sveglia all’alba del giorno seguente e si accorge che, fuori dal casolare, tutto è stato circondato da un manto di nebbia. Decide di tornare a Goya incamminandosi sulla strada maestra che porta alla città.
I lupi sul sentiero
Pochi minuti dopo, nonostante la fitta nebbia, il gruppo si accorge che l’ambiente circostante non è quello che si aspettava: il bosco sembra più fitto, e il rumore di un branco di lupi proviene da dietro la curva del sentiero. Il gruppo affronta e disperde il piccolo branco.
Il cadavere con il volto di Don Matteor
Poco oltre, il gruppo scopre un cadavere. Nel tentativo di esaminare il corpo, Don Matteor inorridisce: il morto ha il suo stesso volto — ma questa visione non appare agli altri membri del gruppo, che continuano a vedere le sembianze di uno sconosciuto. Rovistando nella giacca, trovano una lettera firmata da un certo Kolyan Indirovich, Borgomastro di Barovia, che sconsiglia vivamente a tutti i forestieri di avventurarsi nelle terre di Barovia, almeno finché il male che le domina non se ne sarà andato.
Il cancello incantato
Poco più avanti la nebbia si dirada e il gruppo scorge un grande cancello che sbarra la strada e che si apre magicamente al loro arrivo. Dopo attente valutazioni e non poco stupore, decidono di attraversarlo.