Urwin

vivo

Locandiere della Locanda di Urwin a Vallaki. Il gruppo raggiunge con lui un accordo per il carico del Wizard of Wines: in apparenza cede l’intero carico, ma in realtà trattiene una botte e mezza e delle bottiglie; le botti vuote vengono ricaricate sul carro per le apparenze, e il carro viene nascosto nella sua stalla/colombaia, sorvegliata dai suoi corvi.

È legato a un clan di mannari-corvo: i suoi corvi tengono d’occhio la Villa del Borgomastro e segnalano un bagliore viola dall’ultimo piano durante la notte. Ha organizzato con il gruppo un sistema di segnali coi corvi per l’infiltrazione nella villa, e ha inviato i suoi due compari silenziosi, Govir e Savor, a dare supporto. Ribadisce sempre i limiti del patto: “non potremo aiutarvi in scontri diretti, ma per tutto il resto contate su di noi.”

Fornisce inoltre informazioni chiave su Rictavio, sulla Torre Abbandonata, su Izek e sul profilo di Barone Vargas (vanità, odio per Strahd, pretese dinastiche, il nervo scoperto della “felicità”).

Dopo che Don Matteor viene bandito da Vallaki insieme a Ismark Kolyanovich e Ireena, Urwin offre rifugio (nascondendo il carro del gruppo nella Bottega del Becchino per la notte) e una pista: un’antica casata locale (nome incerto, forse “Oster”), un tempo al servizio di Strahd von Zarovich prima che diventasse ciò che è ora, ora proprietaria di terre fuori città e con qualche capacità magica nella matriarca, potrebbe essere legata a la setta incappucciata. Avverte che potrebbe presto arrivare il momento di scegliere da che parte stare.